Star bene

Cause e rimedi contro i principali nemici del benessere.

 

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Colesterolo

Cellulite

Sovrappeso

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Il colesterolo
Il colesterolo è una molecola indispensabile al nostro organismo.
Un eccessivo contenuto nel sangue, tuttavia, soprattutto se accompagnato da altri fattori di rischio quali diabete, ipertensione, obesità, fumo di sigaretta, rischia di causare seri danni a carico delle arterie fino a degenerare in vere e proprie patologie cardiovascolari.
Solitamente si usa fare distinzione fra Colesterolo “buono” (lipoproteine HDL) e “cattivo”.
- “lipoproteine a bassa densità LDL” (veicolano tra il 60% e l'80% del colesterolo presente nel sangue) che, presentando molta affinità con le cellule dell'endotelio delle arterie, liberano il colesterolo sulla parete dei vasi (costituendo la placca ateromatosa): è il cosiddetto “colesterolo cattivo”.

- “lipoproteine HDL” che svolgono invece la funzione opposta, rimuovendo il colesterolo dalle arterie e riportandolo al fegato: un tipo di “colesterolo buono”.
Per avere una idea precisa del proprio rischio cardiovascolare legato ai grassi nel sangue, è dunque necessario controllare sia il colesterolo totale, sia la sua composizione: le frazioni LDL (colesterolo cattivo) e HDL (colesterolo buono).
Un parametro molto utile risulta quindi essere il cosi detto indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono HDL; tale indice per un soggetto sano deve essere inferiore a 5 per l'uomo e a 4,5 per la donna.
Un errore comune è credere che tutto il colesterolo provenga dai cibi. In realtà solo il 20% proviene dall'alimentazione, mentre l'80% è di origine endogena (cioè creato dall'organismo). Questo dato sarà utile a definire stili di vita e strategie terapeutiche

1) Effettuare una rieducazione alimentare.
Nonostante il colesterolo esogeno incida solo per il 20% bisogna ugualmente seguire una dieta ipocalorica povera in cibi ricchi di colesterolo quali:


Organi di animali (cervello)
Tuorlo d'uovo
Burro
Frutti di mare (aragosta, gamberi, ostriche, cozze)
Salumi grassi
Formaggi grassi (pecorino, grana, parmigiano)

 

2) Stimolare la produzione del “colesterolo buono”
Attraverso l’attività fisica aerobica (corsa, ciclismo, sci di fondo) e di media intensità (è sufficiente una camminata veloce per 30 minuti al giorno, almeno 4 volte la settimana). Il fumo di sigaretta invece interviene moltiplicando i fattori di rischio cardiovascolari.
Se nonostante questo i livelli di colesterolo nel sangue si mantengono elevati bisogna intervenire con:

3) L’uso di principi attivi che ne riducano l’assimilazione e la produzione.

Oggi sono disponibili diversi farmaci per la terapia dell’ipercolesterolemia. Dobbiamo però ricordare che numerosi principi attivi vegetali hanno dimostrato una elevata efficacia per aiutare l’organismo a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e trigliceridi con una azione molto mirata, ma allo stesso tempo delicata sull’organismo. Tra le molecole derivate dal mondo delle piante ricordiamo i fitosteroli (da assumere alla dose di 2 g. al giorno), le fibre contenute nella frutta e nella verdura. Il loro uso ha senso solo se si hanno alti apporti di colesterolo alimentare derivanti da iperalimentazione. Si comprende subito come la loro funzione sia abbastanza relativa in quanto agiscono solo sulla percentuale di colesterolo esogeno (20% del totale) non riuscendo ad intervenire sulla sua produzione epatica. Quando il problema è costituito dal colesterolo prodotto dallo stesso organismo (spesso si evidenzia una predisposizione familiare) si deve intervenire riducendo la “costruzione” endogena di colesterolo.
È stato scoperto che la esagerata produzione di colesterolo del nostro organismo si può limitare agendo su un enzima (ll'HMG-CoA-reduttasi). Considerato che l’80% del colesterolo è proprio di origine endogena, questa strategia risulta essere la strada più efficace.

Esistono in natura diverse sostanze in grado di svolgere questa funzione, contenute nel carciofo e nel lievito di riso rosso fermentato, particolarmente efficaci se abbinate a principi attivi vegetali capaci di ridurre la produzione dell’enzima HMG CoA reduttasi quali i policosanoli.

L’efficacia di queste molecole è ormai suffragata da numerosi studi clinici, condotti con rigore scientifico su ampi campioni di pazienti, che hanno evidenziato, a seguito di tre mesi di trattamento, una riduzione del 17-21% del colesterolo totale e del 21-29% delle LDL unita ad un azione cardioprotettiva.

Altri principi attivi naturali, gli acidi grassi polinsaturi EPA e DHA contenuti nell’olio di pesce, assunti nella dose di 2-3 g. al giorno, sono in grado di ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue e di mantenere in salute tutto l’apparato cardiovascolare riducendo del 60% la mortalità totale sulle recidive da infarto e del 70% l’extrasistolia nell’84% dei pazienti trattati.
Se i livelli di colesterolo e/o trigliceridi si dovessero mantenere ancora elevati si dovrà ricorrere ad esami più approfonditi ed all’eventuale uso di farmaci di sintesi, senza mai tralasciare l‘impegno per una sana alimentazione.

 

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La cellulite
Il termine cellulite, spesso usato in modo improprio, più propriamente definita “Panniculite Edemato-Fibro-Sclerotica” rappresenta una degenerazione del tessuto elastico del derma con conseguente interessamento del tessuto adiposo dell’ipoderma.

Come si presenta?
Da un punto di vista estetico si manifesta con la così detta buccia d’arancia dovuta all’alternanza di zone con tessuto adiposo che mantiene una relativa elasticità e zone nelle quali si formano dei macronoduli costituiti da adipociti (cellule grasse) strutturalmente alterati e circondati da una sorta di capsula fibrosa.

Quali sono le cause?
Alla base di questo problema estetico c’è una predisposizione ormonale legata al sesso femminile intimamente legata ad un’alterazione della permeabilità capillare.
I problemi sono dunque costituiti da:
- Accumulo di liquidi con relativo gonfiore;
- Scarsa ossigenazione cellulare;
- Perdita della elasticità cutanea e progressivo indurimento delle cellule;
- Inestetismo caratterizzato dalla pelle a buccia d’arancia.

Come contrastarla?
Di basilare importanza per una corretta prevenzione l’attuazione di un corretto stile di vita che prevede:
- Una corretta alimentazione, basata su un abbondante consumo di vegetali freschi e cereali integrali;
- Uno stile di vita attivo, che comprenda una regolare attività fisica di tipo aerobico;
- L’uso di principi attivi vegetali coadiuvanti i fisiologici processi organici volti alla protezione dei vasi sanguigni, all’eliminazione dei liquidi in eccesso, alla riduzione dello stato infiammatorio/edematoso.


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Il sovrappeso
È una condizione clinica determinata dall’aumento del grasso corporeo la cui incidenza è in costante aumento nei paesi occidentali costituendo uno dei principali problemi di salute pubblica.
Il sovrappeso non deve essere quindi considerato un problema soltanto estetico in quanto è considerato uno dei principali fattori di rischio di tantissime patologie, tra cui le malattie cardiovascolari, metaboliche (per es. diabete), l’ipertensione, disturbi delle articolazioni (artrosi) e alcune neoplasie.

Le cause
Ad esclusione di alcune cause che prescindono dai comportamenti alimentari (per es. malattie endocrine), la maggior parte delle persone in sovrappeso sono tali in quanto introducono attraverso il cibo una quantità di calorie superiore a quanto non ne consumino attraverso l’attività fisica. Il risultato di questo errore protratto nel tempo è il fatto che si accumuli grasso di riserva e quindi un aumento del peso corporeo.

Il peso ideale
La determinazione del peso ideale è il risultato di un’insieme di elementi che non possono prescindere dalle caratteristiche soggettive di ciascuno quali il sesso, l’età, l’altezza, gli aspetti costituzionali, il metabolismo, l’attività fisica ecc.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato una formula unificata per uomini e donne che indica l’eventuale necessità di adottare dei provvedimenti correttivi delle proprie abitudini: il Body Mass Index (BMI), ossia l’indice di massa corporea (peso in Kg/altezza in metri al quadrato).


Cosa fare per ridurre il peso?
Il primo passo consiste nel ridurre le calorie introdotte con l’alimentazione, riducendo soprattutto i grassi e gli olii che determinano un apporto di 9 calorie per grammo.
Seppur ipocalorica la dieta dovrà essere strutturata in modo da rispettare le seguenti proporzioni:
- il 10% di proteine
- il 25% dai lipidi
- il 65% dai gludici o zuccheri, preferibilmente con cibi che contengano amidi complessi.

Inoltre sarà molto utile:
- incrementare l’uso di frutta e verdura;
- svolgere una regolare attività fisica (almeno 4 volte la settimana);
- fare uso di integratori a base di erbe che stimolino il metabolismo e coadiuvino il mantenimento del peso.

 


 
 
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