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Nasce lo Sportello emotivo Mediplant

31 Ottobre 2019
A cura di Rita Puglisi

Perché i pazienti abbandonano la dieta o dopo il percorso di dimagrimento riprendono i chili persi?

Per rispondere a queste domande è necessario partire da un concetto fondamentale: tutto ciò che facciamo dipende da quello che pensiamo e proviamo.

Siamo abituati a mangiare, sia per soddisfare un bisogno fisiologico legato all’istinto di sopravvivenza, la cosiddetta fame fisiologica, ma capita di “riempirsi” di cibo anche quando non riusciamo a tollerare stati emotivi intensi, parliamo cioè di fame emotiva.

La fame fisiologica è il segnale che il nostro cervello invia quando le sue riserve di energia si stanno esaurendo, lo stomaco si contrae e brontola, si ha poca energia, mal di testa e/o lievi capogiri se si è a digiuno da molte ore, non si desidera una tipologia specifica di alimento, non si ha urgenza e mangiando si avrà un senso di appagamento.

La fame emotiva è un impulso a mangiare cibi calorici e in grandi quantità, anche se si percepisce la sensazione di sazietà. Essa è legata a stati emotivi disturbanti o intollerabili come ansia, noia, paura, tristezza e a pensieri disfunzionali come “sono debole”, “sono solo” “valgo poco”; viene percepita come un’urgenza assoluta e si desidera una tipologia specifica di alimenti, chiamati comfort foods. Dopo un iniziale senso di appagamento, però, si avverte un senso d’insoddisfazione, emozioni come colpa e vergogna, legate soprattutto all’incapacità di controllarsi. Mettere in atto queste “abbuffate” è il motivo per cui molto spesso non si riescono a seguire i piani alimentari in maniera adeguata.

Naturalmente, ogni tanto è normale che si presenti la fame emotiva, l’importante è che rimanga circoscritta a poche situazioni e che non diventi un’abitudine nella propria routine alimentare.

Quando la difficoltà a controllarla si avverte in maniera pervasiva e persistente è meglio intervenire per risolvere il problema. Da qui nasce l’esigenza di lavorare sullo stato cognitivo ed emotivo del paziente per aiutarlo ad aderire in maniera più corretta alla dieta e a raggiungere i suoi obiettivi nel minor tempo possibile. Per questo motivo all’interno del programma Torna in forma, insieme alla figura del consulente, che si occupa del piano alimentare, il paziente ha la possibilità di avvalersi di un’ulteriore figura professionale lo psicologo.

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