Cosa succede se non mangi carboidrati

06 April 2022
Valentina Bruno
Edited by Valentina Bruno
 

Cosa si intende per dieta low carb?

È un regime alimentare che prevede un apporto di carboidrati più basso, spesso a favore di un apporto maggiore di proteine o grassi.

 

Cosa consigliano le linee guida per l'alimentazione?

I LARN (livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) definiscono gli apporti corretti di nutrienti e di energia in grado di soddisfare i relativi bisogni, nonché le quantità che, se in eccesso, potrebbero comportare effetti dannosi sulla salute.

In particolare, i carboidrati nella dieta devono avere una percentuale variabile fra il 50-60% rispetto all’apporto calorico quotidiano, con la limitazione al 5-10% degli zuccheri semplici (carboidrati a più rapido assorbimento).

 

Quali sono le diete più in voga?

  • Diete low carb: diete a basso contenuto di carboidrati (che non causano chetosi*) e ad alto contenuto di proteine animali e/o vegetali.
  • Diete chetogeniche: diete a bassissimo contenuto di carboidrati (che causano chetosi*), pari a 50 g/die, e spesso iperlipidiche (ad alto contenuto di grassi).

   Tra queste ricordiamo: Dieta Atkins, Tisanoreica e Dukan.

 

*   la chetosi determina uno stato di perenne nausea indotta dai sottoprodotti che vengono liberati in carenza di carboidrati, provocando una riduzione dell’appetito.

 

Per una corretta perdita di peso, è meglio seguire una dieta low carb o una dieta equilibrata?

La dieta low carb permette un calo iniziale di peso fin troppo rapido a spese soprattutto dell’acqua corporea e spesso dei tessuti magri, con conseguente recupero rapido del peso e riduzione del tono dell’umore, poiché non viene attuata alcuna strategia tale da incidere sui comportamenti alimentari che hanno determinato l’eccesso di peso.

Le diete a basso contenuto di carboidrati, seguite nel tempo, causano stress e una riduzione dell'aderenza alla dieta; dunque, l’effetto della perdita di peso, nell’arco di un anno, diventa simile ad altri approcci dietetici bilanciati.

L’evidenza attuale suggerisce che a parità di introito calorico non ci sono vantaggi nel ridurre la quota di carboidrati.

Perdere peso è possibile e anche facile nel breve periodo ma non è sufficiente; è necessario cambiare le proprie abitudini alimentari in modo durevole.

 

Quali sono i pericoli per chi segue una dieta low carb?

Si ricorda che si parla di approcci dietetici che andrebbero seguiti per un breve lasso di tempo, così da non provocare rischi all’organismo, quali:

  • affaticamento di fegato e reni, dovuto spesso ad un introito eccessivo di proteine o di alimenti sostitutivi;
  • possibili carenze nutrizionali, se protratta nel tempo;
  • carenza di fibre, sostanze presenti: in legumi, cereali integrali, frutta, verdure ed ortaggi;
  • possibile disidratazione e carenza di acqua (contenuta negli alimenti e che permette di mantenere il corretto stato di idratazione);
  • astenia, stitichezza;
  • ipoglicemia transitoria, iperuricemia;
  • stress psico-fisico e irritabilità, per carenza di carboidrati (carburante per il cervello);
  • se seguite a lungo termine, portano ad una riduzione della massa muscolare con conseguente riduzione del metabolismo basale.

 

Quali sono gli svantaggi?

  • spesso particolarmente costosa, se associata a pasti formula preconfezionati;
  • ripresa del peso nel tempo;
  • diseducazione alimentare;
  • dieta spesso estrema e rigida, che non può essere mantenuta a lungo termine per raggiungere gli obiettivi peso prefissati;
  • aumento di paure ed insicurezze (legate al fattore estetico), amplificate nelle persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare;
  • non applicabile a tutta la popolazione (es. diabete di tipo I, patologie renali ed epatiche, donne in gravidanza e allattamento, disturbi psichici).

 

Quali invece i (non proprio) vantaggi?

  • rapido effetto dimagrante e maggiore perdita di peso nei primi sei mesi di trattamento;
  • se seguita nel breve tempo, non ha particolari controindicazioni in soggetti sani;
  • aumento della sazietà (per l’elevato contenuto di grassi e proteine nella dieta) e riduzione del desiderio di cibo (per la presenza dei corpi chetonici);
  • utile in alcune condizioni cliniche (es. epilessia farmaco-resistente, insufficienza respiratoria o cardiaca, malattie articolari, obesità severa con indice di massa corporea superiore a 40, pre-intervento di chirurgia bariatrica) per la sua efficacia a breve termine; ma questo approccio deve essere usato come evento temporaneo e deve costituire parte di un programma dimagrante articolato e complesso, che coinvolga più figure mediche specializzate;

 

La Dieta Mediterranea è il modello vario, equilibrato e gradevole al palato applicabile a tutta la popolazione; è diventata sinonimo di un’alimentazione che fa parte di uno stile di vita in grado di mantenere l’organismo in salute, proteggendolo dalla maggior parte delle patologie più comuni e garantendo una maggiore aspettativa di vita senza rinunciare al gusto della tavola.

Nel 2010 la Dieta Mediterranea è stata definita dall’UNESCO come patrimonio culturale in continua evoluzione, condiviso da tutti i paesi del Mediterraneo e che riflette uno stile di vita improntato sulla frugalità alimentare con prodotti locali, su un apporto energetico mai eccessivo rispetto al fabbisogno e su una maggiore attività fisica.

Non si parla di dieta dimagrante, ma di modello alimentare correlato con la minore incidenza di malattie cronico-degenerative e che assicura longevità.

Ricorda: i carboidrati non fanno ingrassare di per sè; non bisogna eliminarli dalla dieta per dimagrire, ma semplicemente ridurne il consumo (se eccessivo), prediligendo quelli meno raffinati.

Quindi, una buona dieta dimagrante (e non) deve includere sempre tutti gli alimenti in maniera bilanciata. ;)

 

“Se te lo concedi puoi rinunciarvi,

se non te lo concedi diventa irrinunciabile”

BIBLIOGRAFIA E FONTI:

  • crea.gov.it
  • https://sinu.it/tabelle-larn-2014/
  • https://www.karger.com/Article/FullText/515381
  • A randomized trial comparing a very low carbohydrate diet and a calorie-restricted low fat diet on body weight and cardiovascular risk factors in healthy women Clinical TrialJ Clin Endocrinol Metab. 2003 Apr;88(4):1617-23. doi: 10.1210/jc.2002-021480. Bonnie J BrehmRandy J SeeleyStephen R DanielsDavid A D'Alessio.
  • European Guidelines for Obesity Management in Adults with a Very Low-Calorie Ketogenic Diet: A Systematic Review and Meta-Analysis; Muscogiuri G.a,b · El Ghoch M.c · Colao A.a,b · Hassapidou M.d · Yumuk V.e · Busetto L.f . Obesity Management Task Force (OMTF) of the European Association for the Study of Obesity, Obes Facts 2021;14:222–245; https://doi.org/10.1159/000515381.
  • P. Binetti, M. Marcelli, R. Baisi. Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate. Società Editrice Universo.