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Carboidrati sì o no? Facciamo chiarezza

07 Ottobre 2019
A cura di Chiara Fiorino

Quante volte ti è capitato di sentire la frase "Sono dieta, niente pasta e pane"? Sicuramente tante volte, vero?

Mai come in questi ultimi anni, si è sviluppato un atteggiamento ostile nei confronti dei carboidrati, demonizzati come il male del secolo, capaci di mali e dolori atroci.

Eppure i tanto temuti carboidrati sono alla base dell'alimentazione mediterranea, proprio quella riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità!

Anche se a tavola ci facciamo condizionare a volte dalle mode alimentari, è vero che i regimi iperproteici vanno per la maggiore. Tuttavia consiglio di non seguire a lungo un regime iperproteico, perché è vero che permette di perdere peso più velocemente, ma perdere peso non significa dimagrire, c'è una bella differenza.

In questo articolo vogliamo seguire un approccio scientifico e chiarire definitivamente l'annosa questione che da qualche anno a questa parte imperversa tra i regimi alimentari di tutti i tipi: carboidrati sì o no?

Cosa ci dice la scienza a proposito dei carboidrati?

Uno studio pubblicato recentemente su Lancet Public Health, ha messo in relazione la quantità di carboidrati assunta con la dieta e il tasso di mortalità. La quantità di carboidrati assunta è capace di intervenire positivamente sulla nostra qualità della vita e quindi anche sulla longevità? La pasta fa vivere più a lungo? Vediamo qual è il risultato di questo interessante studio.

Lo studio pubblicato su Lancet Public Health ha dato questi risultati: diete troppo povere di carboidrati, ovvero con una percentuale minore del 40% e diete troppo ricche, quelle con una percentuale maggiore del 70% vengono entrambe associate a un aumento del tasso di mortalità. Nel primo caso, quando la percentuale di carboidrati ingerita è minore al 40%,  perché riducendo i carboidrati, aumenta il consumo di grassi e proteine, facendo così si va incontro a una dieta non bilanciata che intacca il nostro stile di vita e di salute.  

Per contro, le diete ad alto contenuto di carboidrati, frequentemente adottate in Asia e nelle nazioni economicamente meno avvantaggiate, ricche di carboidrati raffinati come il riso bianco, sembrano agevolare il mantenimento di un carico glicemico costantemente elevato, condizione che, nel lungo periodo, si associa a risvolti metabolici negativi.   

Ancor più dettagliatamente, le diete a basso contenuto di carboidrati con un’elevata quota di proteine e grassi ​​derivanti da animali (agnello, manzo, maiale e pollo) sono risultate correlate ad una maggior tasso di mortalità, mentre le diete che favorivano l’assunzione di proteine ​​e grassi derivanti dalle piante (verdure, noci, burro di arachidi e pane integrale) si sono correlate a un minor rischio di mortalità, suggerendo quindi come le fonti vegetali svolgano comunque un ruolo protettivo. Ancora un’altra volta posso dunque essere fiera della scelta di Torna in forma Mediplant di consigliare la dieta mediterranea con il suo 50-55% circa di carboidrati, ricca in verdure, cereali integrali, legumi, e olio extravergine d’oliva, si rivela sempre l’alternativa migliore per una sana longevità.  

Fonte:
Seidelmann, S. B., Claggett, B., Cheng, S., Henglin, M., Shah, A., Steffen, L. M., . . . Solomon, S. D. (2018). Dietary carbohydrate intake and mortality: a prospective cohort study and meta-analysis. Lancet Public Health, 3(9), e419-e428. doi:10.1016/s2468-2667(18)30135-x