Quanta carne mangiare a settimana? Parola al Dietista

04 Settembre 2020
Laura Auriemma
A cura di Laura Auriemma
 

Il dibattito sul consumo di carne, in particolare quella rossa, è sempre al centro dell’attenzione dei media e degli esperti di nutrizione e salute. Prima di tutto è opportuno chiarire che esistono diversi tipi di carne.

La classificazione nutrizionale della carne è la seguente:

-          Carni Rosse (manzo, maiale)

-          Carni processate (mortadella, wurstel, salsicce, salami ecc ...)

-          Carni Bianche (pollo, tacchino, coniglio)

Questa distinzione è importante in quanto ci sono evidenze scientifiche differenti per i diversi tipi di carne.

Nel 2015 ha fatto scalpore un articolo pubblicato sulla rivista The Lancet che analizzava la cancerogenicità della carne. Dallo studio, eseguito dallo IARC (Istituto Internazionale per la Ricerca sul Cancro), è emerso che un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto di quelle processate, è correlato all’aumentato rischio di alcuni tipi di cancro. In particolare analizzando 800 studi epidemiologici, lo IARC ha inserito le carni processate tra i cancerogeni certi (il cosiddetto gruppo 1, che comprende anche l'amianto, l'alcol etilico e il fumo, le radiazioni ultraviolette e il Papilloma virus), e le carni rosse tra le sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo (gruppo 2A). Mentre per il consumo di carni rosse gli studi non sono chiari sulla quantità di consumo, 50 gr di carne processata al giorno, sono stati considerati associati a un maggior rischio di cancro al colon. Per quel che riguarda le carni bianche, gli esperti affermano solo che non esistono studi sufficientemente attendibili e che quindi non possono pronunciarsi né in un senso né nell'altro.

Leggere questi dati non deve spaventarci, al contrario deve spingerci a consumare la carne rossa in modo consapevole. Essa infatti rappresenta un’ottima fonte di proteine ad alto valore biologico e di ferro. Il trucco sta nel controllarne la quantità assunta settimanalmente che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non deve superare i 500 gr.

Come fare? Molto semplice, basta seguire le linee guida della Dieta Mediterranea (che è anche considerata la dieta associata a minor rischio di sviluppo di malattie oncologiche).
Infatti è ottimale consumare proteine sia di origine animale (soprattutto carne bianca e pesce), che di origine vegetale (legumi). Questo aspetto va associato al consumo di 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, al consumo di cereali integrali non raffinati ed alla preferenza dell’olio extra vergine di oliva come condimento. Così facendo, inserire una porzione di carne rossa alla settimana, non determina un rischio per la salute.

La chiave sta sempre nelle scelte che facciamo e nell’evoluzione delle nostre abitudini alimentari nel corso del tempo: bisogna imparare a scegliere la qualità e la quantità di ciò che mangiamo, facendo della varietà a tavola il nostro punto di forza. In tal modo assumeremo tutti i nutrienti necessari e seguiremo uno stile di vita pro-salute!

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