Il mal di testa è un problema serio

21 Luglio 2020
Mary Fava
A cura di Mary Fava
 

Chi non ha mai sofferto di mal di testa?

La risposta a questa domanda è scontata, perché il mal di testa o cefalea è un disturbo molto diffuso e si stima che, in Italia, ne soffrono 8 persone su 10, con una maggior incidenza registrata dalle donne.

La fascia di età più colpita dalle cefalee è quella fra i 18 e i 65 anni, ma i giovani (ne soff­re il 40%) e i bambini (10%) non vengono di certo risparmiati.  È un sintomo tanto frequente quanto invalidante, che non permette spesso di svolgere le comuni attività quotidiane.

I mal di testa non sono tutti uguali e imparare a distinguerli è il primo passo per contrastarli.

Le cefalee definite primarie, comprendono cefalea tensiva, cefalea a grappolo ed emicrania.

La cefalea tensiva rappresenta la forma più comune e relativamente meno dolorosa di cefalea primaria. Può presentarsi in qualsiasi momento della vita ed è quasi sempre associata a periodi di intenso stress, si caratterizza per un dolore persistente di intensità lieve-moderata, non pulsante e spesso concentrato nella zona della nuca.

La cefalea a grappolo è caratterizzata da un dolore lancinante che colpisce solo un lato della testa e concentrato spesso nella zona intorno all’occhio.

L’emicrania è sicuramente la forma più invalidante di mal di testa, si manifesta nel 10-15% della popolazione ed interessa frequentemente il sesso femminile (70%).

Si presenta con un dolore prevalentemente pulsante che interessa più spesso una metà del cranio, un dolore di grado medio o grave, che compare solitamente in modo acuto e può essere accompagnato da sintomi come nausea, spesso anche vomito, fastidio per la luce e per i suoni. È intensificato dall’attività fisica e la durata può essere di alcune ore fino a due o tre giorni.

Spesso l’attacco di emicrania è preceduto da una fase di aura con disturbi della vista, disturbi del linguaggio o paralisi.

Cosa fare?

Prima di intraprendere qualsiasi terapia fai da te, è sempre bene consultare il proprio medico curante per individuare la terapia più adatta.

Una valida alternativa ai più comuni rimedi utilizzati può fornircela la fitoterapia, con piante come lo Zenzero in grado di contrastare stati di tensione localizzati o l’estratto fitosomiale di Curcuma (Meriva®).

I curcuminoidi, principi attivi contenuti nel rizoma di Curcuma, assunti per via orale, hanno purtroppo una scarsa biodisponibilità. Questa limitazione è stata superata con Meriva®, forma fitosomiale di Curcuma, in cui i principi attivi sono veicolati su matrice liposomiale in modo da incrementare l’assorbimento e la concentrazione plasmatica di curcuminoidi fino a 29 volte in più rispetto ad un comune estratto secco di Curcuma. Meriva® è stata oggetto di studi clinici che hanno paragonato la sua attività analgesica con quella di Paracetamolo e Nimesulide. I risultati di questi studi hanno dimostrato come i principi attivi contenuti nel rizoma della pianta abbiano un’efficacia analgesica paragonabile a quella di Nimesulide e superiore a quella del Paracetamolo, e una ottima tollerabilità gastrica.

(Comparative evaluation of the pain-relieving properties of a lecithinized formulation of curcumin (Meriva®), nimesulide, and acetaminophen, Journal of pain research 7 marzo 2013.)

Chi non ha mai sofferto di mal di testa?

 La risposta a questa domanda è scontata, perché il mal di testa o cefalea è un disturbo molto diffuso e si stima che, in Italia, ne soffrano 8 persone su 10, con una maggior incidenza registrata dalle donne.

 La fascia di età più colpita dalle cefalee è quella fra i 18 e i 65 anni, ma i giovani (ne soff­re il 40%) e i bambini (10%) non vengono di certo risparmiati.  E’ un sintomo tanto frequente quanto invalidante che non permette spesso di svolgere le comuni attività quotidiane.

I mal di testa non sono tutti uguali e imparare a distinguerli è il primo passo per contrastarli.

Le cefalee definite primarie, comprendono cefalea tensiva, cefalea a grappolo ed emicrania.

La cefalea tensiva rappresenta la forma più comune e relativamente meno dolorosa di cefalea primaria. Può presentarsi in qualsiasi momento della vita ed è quasi sempre associata a periodi di intenso stress, si caratterizza per un dolore persistente di intensità lieve- moderata, non pulsante e spesso concentrato nella zona della nuca.

La cefalea a grappolo è caratterizzata da un dolore lancinante che colpisce solo un lato della testa e concentrato spesso nella zona intorno all’occhio.

L’emicrania è sicuramente la forma più invalidante di mal di testa, si manifesta nel 10-15% della popolazione ed interessa frequentemente il sesso femminile (70%).

Si presenta con un dolore prevalentemente pulsante che interessa più spesso una metà del cranio, un dolore di grado medio o grave, che compare solitamente in modo acuto e può essere accompagnato da sintomi come nausea, spesso anche vomito, fastidio per la luce e per i suoni. È intensificato dall’attività fisica e la durata può essere di alcune ore fino a due o tre giorni.

Spesso l’attacco di emicrania è preceduto da una fase di aura con disturbi della vista, disturbi del linguaggio o paralisi.

Cosa fare?

Prima di intraprendere qualsiasi terapia fai da te, è sempre bene consultare il proprio medico curante per individuare la terapia più adatta.

Una valida alternativa ai più comuni rimedi utilizzati può fornircela la fitoterapia, con piante come lo Zenzero in grado di contrastare stati di tensione localizzati o l’estratto fitosomiale di Curcuma (Meriva®).

 I curcuminoidi, principi attivi contenuti nel rizoma di Curcuma, assunti per via orale, hanno purtroppo una scarsa biodisponibilità. Questa limitazione è stata superata con Meriva®, forma fitosomiale di Curcuma, in cui i principi attivi sono veicolati su matrice liposomiale in modo da incrementare l’assorbimento e la concentrazione plasmatica di curcuminoidi fino a 29 volte in più rispetto ad un comune estratto secco di Curcuma. Meriva® è stata oggetto di studi clinici che hanno paragonato la sua attività analgesica con quella di Paracetamolo e Nimesulide. I risultati di questi studi hanno dimostrato come i principi attivi contenuti nel rizoma della pianta abbiano un’efficacia analgesica paragonabile a quella di Nimesulide e superiore a quella del Paracetamolo, e una ottima tollerabilità gastrica.

(Comparative evaluation of the pain-relieving properties of a lecithinized formulation of curcumin (Meriva®), nimesulide, and acetaminophen, Journal of pain research 7 marzo 2013.)

 

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